Copyright© Archivio Carlyle Brown
Libera traduzione dall'originale in Inglese
Dal 21 Febbraio 1947, Gramercy Park, New York:
" Il vuoto nel mio diario è un pensiero che mi tormenta...
...Ieri sera siamo stati alla rappresentazione della Ballet Society di "The Medium",
un opera di Gian-Carlo Menotti. E' stato gratificante sia dal punto di vista artistico che dell'intrattenimento.....
Marie Powers come medium è stata superba. Il pubblico esultava, è stato un successo strepitoso.
Margery ed io abbiamo poi preso l'autobus su Madison Avenue con Henri Cartier-Bresson e Edie*.
Sull'autobus (fuori era in corso una tempesta di neve) c'era anche Peter Watson** abbronzato
e bellissimo con una giacca dal collo di lana di pecora.
Ci ha detto che è appena rientrato da Cuernavaca e che il Messico è bellissimo ora.
Rimane qui per poco ancora, ritorna a Londra. E' in cerca di Cagli***.
Gli è piaciuto molto "The Medium"...
*Edith Capa, moglie di Cornell Capa, fotografo ugherese-americano
** Peter Watson, collezionista ed editore inglese
*** Corrado Cagli, pittore italiano
Dal 3 dicembre 1947, mercoledì sera, Gramercy Park, New York:
"A casa di Madame Paul Kochanski per il tè, Pavlik* ha parlato di viaggi.
"Io viaggio con la mente: posso andare più lontano e non ho bisogno del passaporto".
*Pavel Tchelitchew, pittore russo-americano
"Ieri notte ho lavorato su dei disegni per una stupida storia per il gentile Sig. Lynes
della rivista Harper's Magazine. Avevo semplicemente dimenticato tutte le note che avevo
preso dal manoscritto e fatto diversi disegni di soldati (o non soldati) sdraiati o appoggiati
allo stipite di una porta. Ne farò ancora stanotte" (Vedi Catalogo anno 1948)
"Oggi ho ripreso di nuovo il ritratto di Edward, dipingendo un velo "lattiginoso" sul suo finora
esasperato viso, cercando di ricordarmi tutto ciò che Pavlik mi aveva detto riguardo i ritratti.
"Dipingi Edward quando Edward non c'è!". "Dipingi a memoria!".
"Chiudi gli occhi ed il suo viso riappparirà davanti ad essi!" (Vedi Catalogo anno 1948)
Dal 14 dicembre 1947, domenica sera, Gramercy Park, New York:
"Siamo andati a un cocktail party con Pavlik. Ha parlato di ritrattistica...
dicendo di dimenticare ciò che ognuno vuole nel proprio ritratto,
di dipingere l'opposto di ciò che desidera.
Per vedere le relazioni tra gli esseri umani e gli animali, i fiori, gli alberi, ecc. Il parallelo.
Scoprire a quale animale ti ricorda una certa persona, per esempio”.
Dal 8 febbraio 1948, domenica sera, Gramercy Park, New York:
“Pavlik vuole che prendiamo tutti una casa in Guatemala, ma siamo convinti che resterà qui.
Come mi ha detto al telefono la settimana scorsa, sentiva di dover rimanere in città
e "infilzare banderillas" nelle persone per mantenere viva la consapevolezza della sua esistenza, della sua presenza".
Dal 28 marzo 1948, West Dean Park, Sussex, Inghilterra:
“Ho uno studio in un'ala diversa da quella delle mie stanze con Margery.
È la “Oak Room” e, stranamente, l'ho scelta tra molte altre come luogo di lavoro solo per scoprire
che sia Tchelitchew che Dalí l'avevano usata prima di me.
In realtà sto usando alcuni dei colori di Dalí e una tavolozza che lui ha lasciato”.
Dal 2 aprile 1948, West Dean Park, Sussex, Inghilterra:
"Poi abbiamo pranzato con Edith Sitwell, che ha detto delle foto dei miei dipinti:
"Ora capisco perché Pavlik mi ha parlato così tanto di te" e
"Non ero così entusiasta di dei dipinti da molti, molti anni"...
"... C'era anche Dylan Thomas, un noioso presuntuoso."
"...... La signorina Sitwell mi ricorda un formichiere bianco.
È straordinariamente bella a modo suo. Il suo colorito è superbo.
Le sue mani sono straordinarie, potrebbero appartenere a una ragazza di venticinque anni..."